VERSO IL MESE CONTRO LA
VIOLENZA SULLE DONNE: L’AMORE CRIMINALE
“Lo amavo, pensavo fosse
l’uomo della mia vita”. Se chiedi a una donna che ha subito violenze da parte
del proprio compagno o marito, come sia riuscita a sopportare e subire tutto
ciò, ti risponderà così. Perché nella maggior parte dei casi il sentimento
della donna nei confronti del proprio compagno, nasce come reale e puro. Non
malato. Il sentimento dell’uomo che arriva ad utilizzare forme di violenza,
fisica o psicologica che sia, nei confronti della propria compagna, invece,
nasconde al suo interno il seme della follia che prima o poi sfocerà in
qualcosa di terribile. Il copione che seguono questi “uomini che odiano le
donne” è quasi sempre lo stesso. Inizialmente si mostrano apprensivi,
affettuosi, ti riempiono di attenzioni; in molti casi si tratta di persone che
hanno subito traumi che non sono riusciti a superare, soffrono di sindrome
dell’abbandono e con storie strappalacrime ti fanno intenerire tanto da pensare
che non si potrebbe mai far loro del male. In altri casi invece si mostrano
come uomini brillanti, affascinanti, con un livello culturale molto alto. Ma
c’è una cosa che accomuna tutti questi soggetti: cercano di tenere il controllo
assoluto su quella che nel frattempo è diventato un oggetto di loro proprietà.
E quando la donna in questione cerca di uscire da quella gabbia accuratamente
costruitale, magari anche solo esternando la volontà di uscire con le proprie
amiche o di voler fare qualcosa che vada contro la logica malata di possesso
del proprio compagno, è lì che si scatena la follia. Comincia tutto con uno
schiaffo. Cosa vuoi che sia un piccolo schiaffo che grazie ad un gesto di finto
pentimento, verrà perdonato. La donna non sa che da lì a breve e nelle successive
discussioni, l’uomo non si limiterà a darle uno schiaffo, ma aumenterà il
proprio livello di violenza, fino ad arrivare ad utilizzare armi, improvvisate
e non, per farle sempre più male. Chi ha la fortuna di sopravvivere a tutto ciò
può raccontarlo. Purtroppo c’è chi invece non ha scampo e rimane vittima della
follia omicida di chi prima diceva di amarla. Il paradosso dell’amore criminale
è proprio questo, amore e odio si fondono e generano un meccanismo perverso che
una volta innescato, inevitabilmente, porterà a conseguenze tragiche.
Quell’uomo per cui ti sei annullata e del quale sei diventata succube, un
giorno dice di amarti e il giorno dopo è capace di ucciderti.
Federica Longo

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