venerdì 5 settembre 2014

VERSO IL MESE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: L’AMORE CRIMINALE



“Lo amavo, pensavo fosse l’uomo della mia vita”. Se chiedi a una donna che ha subito violenze da parte del proprio compagno o marito, come sia riuscita a sopportare e subire tutto ciò, ti risponderà così. Perché nella maggior parte dei casi il sentimento della donna nei confronti del proprio compagno, nasce come reale e puro. Non malato. Il sentimento dell’uomo che arriva ad utilizzare forme di violenza, fisica o psicologica che sia, nei confronti della propria compagna, invece, nasconde al suo interno il seme della follia che prima o poi sfocerà in qualcosa di terribile. Il copione che seguono questi “uomini che odiano le donne” è quasi sempre lo stesso. Inizialmente si mostrano apprensivi, affettuosi, ti riempiono di attenzioni; in molti casi si tratta di persone che hanno subito traumi che non sono riusciti a superare, soffrono di sindrome dell’abbandono e con storie strappalacrime ti fanno intenerire tanto da pensare che non si potrebbe mai far loro del male. In altri casi invece si mostrano come uomini brillanti, affascinanti, con un livello culturale molto alto. Ma c’è una cosa che accomuna tutti questi soggetti: cercano di tenere il controllo assoluto su quella che nel frattempo è diventato un oggetto di loro proprietà. E quando la donna in questione cerca di uscire da quella gabbia accuratamente costruitale, magari anche solo esternando la volontà di uscire con le proprie amiche o di voler fare qualcosa che vada contro la logica malata di possesso del proprio compagno, è lì che si scatena la follia. Comincia tutto con uno schiaffo. Cosa vuoi che sia un piccolo schiaffo che grazie ad un gesto di finto pentimento, verrà perdonato. La donna non sa che da lì a breve e nelle successive discussioni, l’uomo non si limiterà a darle uno schiaffo, ma aumenterà il proprio livello di violenza, fino ad arrivare ad utilizzare armi, improvvisate e non, per farle sempre più male. Chi ha la fortuna di sopravvivere a tutto ciò può raccontarlo. Purtroppo c’è chi invece non ha scampo e rimane vittima della follia omicida di chi prima diceva di amarla. Il paradosso dell’amore criminale è proprio questo, amore e odio si fondono e generano un meccanismo perverso che una volta innescato, inevitabilmente, porterà a conseguenze tragiche. Quell’uomo per cui ti sei annullata e del quale sei diventata succube, un giorno dice di amarti e il giorno dopo è capace di ucciderti.


Federica Longo




Nessun commento:

Posta un commento