venerdì 29 agosto 2014




Quanto speciale e degna di nota sia stata quest'edizione del Tramonto a San Mauro, in un momento delicato della nostra storia come questo che vede Gaza protagonista di uno dei capitoli più tetri dell'umanità, è un'evidenza di cui ha parlato con intensità e delicatezza commoventi Mai Alkaila, Ambasciatrice della Palestina, nel suo intervento, al quale non mi sento di aggiungere altro.

Quello che mi preme comunicare in questo spazio, con la speranza di dar voce anche a chi, come me, ha avuto il privilegio di condividere la magia di quel pomeriggio, è piuttosto l'emozione "corale" di un momento di cui percepivo l'unicità ad ogni mio respiro.

Ritrovarmi seduta insieme a centinaia di persone in cima a una collina, che fino a qualche anno fa era una delle mete preferite delle mie escursioni solitarie, non ha generato in me la solita gelosia verso un luogo che sentivo elitario, ma al contrario ha scatenato un turbinìo di piacevoli sensazioni, che sentivo parte integrante di un unico forte battito e mi rendeva orgogliosa di essere una tra tanti.

Quello che nasceva come un evento di sensibilizzazione si è trasformato in una spontanea e sincera richiesta di pace, senza troppi fronzoli, senza retorica.

Non era semplicemente un concerto di uno dei miei gruppi preferiti, ma era melodia che si univa al vento e che trasportava le nostre voci verso il mare, che si mescolava al rosso del sole al tramonto, con la speranza collettiva che quel sole si riempisse d’amore da far sorgere dall’altra parte del Mediterraneo.

Il canto di Nabil, tra Stay human e Rosa di Turi, era la colonna sonora perfetta di quel tramonto muto che incendiava i miei occhi e si specchiava in una chitarra i cui accordi mi rendevano fortunata di non essere altrove.

Per chi non era lì forse queste parole possono risultare leziose ed eccessivamente poetiche, ma posso garantire che non avrei altri modi per descrivere il tramonto più bello di questo 2014 !

Il resto sta tutto dentro gli sguardi pieni d’entusiasmo nei volti di Simona e dei ragazzi di Metoxè, che ancora una volta non hanno tradito le mie aspettative.

Sara Bellariva




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