“ Perdona te stessa
per non essere stata capace di fare più di quanto era per te il meglio…”.
Stesa sul mio letto, la finestra della mia camera aperta.
E’ una fresca e piacevole serata di settembre, per me uno
dei mesi più belli dell’anno. I miei pensieri fanno un giro di valzer tra le
tante cose accadute durante la giornata, un vortice di cose fatte e non fatte …
il mio sguardo si posa su un libro regalatomi anni fa. Letto più e più volte,
che non si sa mai J All’ interno una dedica scritta a caratteri ben visibili come a voler imprimere
al meglio il senso di quelle parole nella mente di chi legge, nella mia. Parole
scritte da una cara amica. Il titolo del libro è “La principessa che credeva
nelle favole”.
La Principessa in questione trova il suo Principe Azzurro e
fin qua ci siamo, ma scopre molto presto che ha preso un abbaglio. ( E te
pareva!)
Il voler a tutti i costi vivere una favola ci porta a non
vivere la realtà, sembra quasi che noi donne godiamo nell’ instaurare rapporti
non autentici non mettendo in conto quanto complicato sia, poi, liberarsene. Ci piace immaginare, sognare che l’uomo che abbiamo
accanto sia il migliore pur sapendo che non è così e fatichiamo a rompere
questo rapporto falso come banconote da 3 euro. Quante di noi hanno creduto
nella “favola” salvo poi accorgersi che non è tutto azzurro ciò che somiglia al
cielo? Cosa c’è di più atroce del ricevere dolore dalla persona amata? La
violenza sulle donne, nella maggior parte dei casi, vede come carnefice il
proprio partner ed è la fottutissima paura a non darci via di scampo. La
fottutissima paura che ci porta a pensare che parlare, fuggire, denunciare
possa scatenare una reazione ancora peggiore; che lo schiaffo diventi pugno,
che lo spintone diventi un calcio e pensiamo che quell’ “amore difficile” sia
risolvibile, col silenzio. Dov’è finita
la stima verso noi stesse?
“E’ nostro diritto di nascita essere degni di rispetto e
amore e abbiamo l’obbligo di NON ACCONTENTARCI DI NULLA DI MENO”.
Siamo donne, siamo vita. Non confondiamo il sogno con la realtà.
Non costruiamoci castelli che altro non sono che gabbie dorate. Non è amore se lui ci urla addosso parole
selvagge. Non è amore se il mostro che abbiamo accanto ci umilia, ci picchia,
ci toglie la dignità. L’Amore fa star bene e mettiamocelo in testa, quel mostro
non cambierà. Se ci ha fatto del male una volta, tornerà a farlo ancora. Purtroppo non è facile abbandonare la vita che
ci siamo costruite perché ci sentiamo protette pur non essendo al sicuro e lo
sappiamo perfettamente … ma dobbiamo a noi stesse la ricerca di un’altra via
dove ad attenderci ci sarà il sole.
Se sulla vostra strada avete incontrato il principe azzurro
taroccato, quel finto uomo per bene, non datevi per vinte perché non è finita.
Chiudete gli occhi, respirate a pieni polmoni, buttate via tutta la miseria che
avete sul cuore, versate tutte le vostre lacrime, lasciate che ancora una volta
la vostra pelle bruci al loro passaggio perché è in quel preciso istante che,
amandovi, state per rinascere. La vostra seconda vita sarà diversa, più bella
perché voi non siete più vittime,siete delle guerriere. Non ci saranno più inverni ma solo primavere.
E quando proprio non te lo aspetti arriverà chi ti amerà così come sei,
semplicemente perché SEI.
Denunciamo la violenza. Sempre.
Simona Mosco

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