martedì 5 novembre 2013

Nel miele dell’ape, la “linfa” vitale della donna


“Chi fa di se stesso una bestia si sbarazza della fatica di essere un uomo”, diceva Samuel Johnson, noto saggista inglese.

Niente di più vero.

Perché essere uomini non è uno scherzo. Essere uomini è una scelta che costa coraggio, cura ed apprendimento continui e quotidiani, nei confronti di se stessi e degli altri. Dietro l’oramai inflazionata parola “uomo”,  molta gente di sesso maschile oggi più che mai nasconde un insulto, uno schiaffo, una violenza di troppo nei confronti di chi sopporta spesso in silenzio le insicurezze, le gelosie, le ossessioni altrui: la donna.

Ed è proprio in occasione del mese contro la violenza  a scapito di quest’ultime che l’associazione culturale Metoxè presenterà sabato 9 novembre alle ore 19,30 presso il Frantoio Ipogeo di Sannicola, il libro “ A nido d’ape" (Edizioni Esperidi) curato da Fabiana Salsi, Daniela Pastore, Ilaria Ria, Valentina Murrieri, Serena Costa, Ilaria Marinaci. Quest'ultima, intervistata da Antonella Margarito, ci parlerà di come 40 donne salentine molto speciali siano state ritratte da altrettante giornaliste della provincia di Lecce. Ogni donna raccontata si è distinta nel mondo dell’informazione ed è impegnata in settori diversi, dall’arte alla scienza, dal sociale alla cultura; tuttavia esse sono accomunate dalla caparbietà, dalla forza di volontà e dall’instancabilità tipica proprio delle api che, senza sosta e con sacrificio, costruiscono giorno dopo giorno il loro alveare, specchio del loro valore, nido di sogni e progetti passati, presenti e futuri.

Il ricavato della vendita del libro sarà interamente devoluto all’associazione “Per un sorriso in più Onlus”, che opera a supporto dell’Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica del “Vito Fazzi” di Lecce.

Essere a conoscenza,tramite le storie altrui, delle nostre ricchezze, ma anche dei nostri limiti aiuterà tutti noi a diventare più consapevoli e a combattere un sistema che permette (purtroppo)  ai carnefici di continuare a vivere e alle vittime di consumarsi nel loro dolore.


Mariaelena Tucci

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