sabato 9 novembre 2013

San Martino in festa

L'Estate di San Martino è legata alla figura del Santo che divise in due il suo mantello per coprire un povero mendicante nudo e infreddolito. La leggenda narra che il Signore "ricompensò" questo gesto inviando un clima mite e accogliente quando, secondo il normale excursus naturale, solitamente dovrebbe iniziare il freddo inverno. A questo connubio tra natura e leggenda si affiancano particolari tradizioni che si snodano su tutto il territorio italiano e non solo: in Sicilia, per esempio, vengono preparati i biscotti "abbagnati nn’o muscatu" ( inzuppati nel vino moscato di Pantelleria); anche in Veneto la celebrazione religiosa si mischia con la tradizione culinaria creando degli sfiziosi dolcetti di pasta frolla. Varcando i confini nazionali, degna di nota è la tradizione radicata nelle Fiandre secondo la quale i bambini partecipano ad una processione di Lanterne per ricordare l'originaria fiaccolata che accompagnò il corpo di San Martino a Tours; il piatto che affianca questa tradizione è l'oca, la quale simboleggia il rifiuto del Santo a diventare vescovo, infatti, l’attuale patrono dell’Arma della Fanteria per sfuggire alle genti si nascose in una stalla gremita di oche che però starnazzando rivelarono il suo nascondiglio. Soprattutto nel nord Italia, poi, la data dell'11 Novembre rappresentava il termine di scadenza dei contratti, sia di lavoro che di affitto, proprio perché in questo particolare periodo novembrino i lavori nei campi si consideravano terminati ed era quindi frequente imbattersi in innumerevoli traslochi; questa consuetudine ha poi forgiato il detto "fare San Martino" equipollente al termine più usuale "traslocare". Tuttavia uno degli usi più sentiti è sicuramente la degustazione del vino nuovo e delle caldarroste e proprio per coronare la già splendida fusione tra la tradizione contadina e quella culturale propria della penisola italica, l'associazione culturale Metoxè, in collaborazione con l'azienda agraria "Lo Spano" organizzano il "San Martino in festa", una giornata trascorsa passeggiando tra i meravigliosi vigneti dell'azienda. Ma non saranno solo gli occhi a essere saziati dallo spettacolo che la vite disegna sul foglio naturale delle nostre terre, infatti durante la giornata è prevista la degustazione del vino novello e dell'olio del corrente anno e, dulcis in fundo, l'assaggio dei prodotti tipici salentini. Un meraviglioso piacere dei sensi che appagherà non solo la sete delle nostre bocche ma anche quella di conoscenza e di storia di una delle attività che ha caratterizzato e caratterizza ancora la storia del nostro Salento.

Valentina Manzo

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