C’è un tesoro segreto che si nasconde dietro il
percorso del sole, nelle profondità del mare, nel rumore del vento, nella terra
impregnata di storia: il “Tramonto a San Mauro” non ha fatto altro che svelare,
nel corso di appena due ore, questo magico mistero ai nostri occhi, ossia
quello di guardare la realtà in maniera diversa, più attenta, più matura.
Quando Cesko, che ha viaggiato con il suo magnifico
gruppo jazz fra le canzoni di Vinicio Capossela, di Fred Buscaglione fino a
quelle di Bob Marley, si è fermato dicendo: “ Le fotografie nel tempo possono
scomparire, ma ce n’è una che non se ne andrà mai dal vostro cuore: questa!” e
ha indicato il panorama, mi è venuta in mente una frase della poesia “Amai” di
Umberto Saba: “M’incantò la rima fiore amore, la più antica difficile del
mondo”.
Perché? Perché i significati più profondi si celano
dietro le parole e le cose più semplici, alle quali molto spesso non ci
facciamo più caso; domenica, invece, tutti noi che eravamo su quella collinetta
abbiamo deciso di interrompere questa abitudine. Mentre Nabil Bey ha
accompagnato con la sua splendida voce il sole verso la linea dell’orizzonte,
oltre il velo di umidità, il nostro silenzio ha poi fatto tutto il resto, ha
compiuto la magia: nei colori del crepuscolo si è riscoperto il nostro sorriso
più vero, più naturale, quello che raramente ci concediamo di mostrare nella
nostra quotidianità.
Nel momento in cui il cielo ha iniziato infine a
mistificare le forme e i contorni, le dolci note di Michele Cortese hanno
“vestito” la litoranea con un’atmosfera elegante, fatta di luci sfavillanti,
come fossero gioielli, e di una fragranza preziosa, quella della brezza estiva.
Lo spettacolo si conclude, tutti ritornano alle loro
vite, alle loro attività, ma qualcosa è cambiato: la chiesetta di San Mauro si
sentirà meno sola; noi, invece, ci siamo ritrovati più ricchi di emozioni e
sensazioni “intramontabili”.
Mariaelena Tucci

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