giovedì 25 luglio 2013

LA NOSTRA AFRICA


È stata l’incantevole cornice della scalinata Chiesa Madonna delle Grazie ad ospitare, martedì sera, la mostra fotografica Pro-Africa, organizzata dall’associazione Metoxé in collaborazione con l’associazione Arcobaleno, che ha visto la presenza di importanti personalità attive nella solidarietà internazionale:  Giovanni Primiceri, responsabile di “Arcobaleno su Tanzania”, il dott. Claudio Fachechi, cardiologo, e Franck Quaranta di Emergency. Ad aprire la serata la giovane Gemma Simone di Metoxé, curatrice dell’evento insieme al fratello Ermanno,  con la lettura di un profondo messaggio "Immagina un mondo senza possessi, mi chiedo se ci riesci; senza necessità di avidità o fame. Immagina la fratellanza tra gli uomini, immagina tutta la gente condividere il mondo intero”. Racconti di viaggi e permanenze, esperienze toccanti che lasciano una traccia nel cuore. Un cuore immenso quanto l’Africa, vastissimo continente che ancora oggi paga il prezzo del nazionalismo e colonialismo europeo. Foto piene di colore, sorrisi, occhi grandi, immagini felici e giocose di un Africa che non ha perso la speranza. “La mia vita da quando sono andato nel continente è cambiata” esordisce Cesare Cafaro, uno dei volontari pronti a recare un aiuto concreto in quelle regioni vessate dalla fame e dalle malattie. Dal 2003 opera attivamente anche Giovanni Primiceri di Gallipoli, la cui onlus è da anni impegnata nel paese africano dove ha realizzato, grazie al sostegno di tanti, l’Ospedale Lugono di Morogoro nel cuore della Tanzanìa, in cui un tempo sorgevano villaggi masai ed il pozzo per l’approvvigionamento idrico. Altra importante opera la costruzione della scuola materna a Leto nel Kilimanjaro, completamente realizzata da una famiglia di Gallipoli. Ed ancora la realizzazione di un orfanotrofio gestito dalle suore Orsoline perché l’attività dell’associazione Arcobaleno è multiforme e capillare, non è solo assistenzialistica, ma mira anche al miglioramento culturale e sociale del paese. Suo scopo è formare uomini liberi perché come scriveva Lumumba, un grande leader africano  «senza dignità non c’é libertà, senza giustizia non c’é dignità e senza indipendenza non ci sono uomini liberi. L’Africa scriverà la sua storia, una storia di gloria e di dignità a nord e a sud del Sahara». Tante sono ancora i progetti in cantiere. Toccante la testimonianza del dott. Fachechi, che da alcuni anni opera in quel territorio a contatto con bambini affetti da cardiopatie e malformazioni cardiache congenite. Nei Paesi avanzati le persone affette da questi gravi disturbi vengono operate, ma nei territori dove mancano le strutture ospedaliere ed il personale medico, le speranze per interventi così complessi solo legate alla solidarietà internazionale. Per questo l’associazione collabora con equipe di specialisti e personale paramedico (pediatri, cardiologi, ginecologo, infettivologo ed infermieri). Il racconto non si ferma alle parole, ma è scandito dalle immagini del video “Ultimo viaggio”. Il gioioso silenzio dei bambini africani fasciati dall’abbraccio materno, avviluppati dall’affetto dei volontari. Immagini lontane da ogni retorica, che gettano uno sguardo diverso su quel Paese e fanno conoscere più da vicino l’impegno umanitario. Altra grande associazione da anni impegnata in quei territori è Emergency di Gino strada, sempre attiva nell’offrire cure mediche e chirurgiche gratuite alle vittime della guerra e della povertà. “La differenza tra commuoverci e muoverci. Non dobbiamo limitarci a commuoverci ma dovremo muoverci” -  sostiene Franck Quaranta, rappresentante del gruppo Emergency del Salento, che ha visitato quelle zone. Questo è lo slogan che sin dall’inizio ha caratterizzato le attività di Emergency, che si è resa protagonista di una dura battaglia per il bando delle mine -antiuomo, uno strumento efferato che crea mutilazioni e danni permanenti in luoghi dove le ostilità sono terminate da decenni. Vittime i bambini che giocano e le donne che vanno al pascolo o a coltivare i campi, mentre gli uomini sono impegnati nei teatri di guerra.  Ed è qui che interviene Emergency curando le vittime di questi ordigni diabolici con l’obiettivo di garantire il reinserimento sociale e lavorativo di migliaia di invalidi. Questo intervento viene eseguito dal personale medico qualificato, ma l’impegno della onlus si concretizza anche in Italia, sostiene Franck, con incontri e lezioni nelle scuole per informare e sensibilizzare, raccolte di firme e mobilitazioni. “La salute è un diritto ed è inconcepibile che le persone debbano pagare per averla”. Questo è il richiamo, l’appello finale e “quel bambino che compare alla fine del video col braccio ed il ditino tesi, sembra ammonirci ed allo stesso tempo ci invita a rimediare” dice Franck. La serata s’è conclusa con la consegna delle tessere di Metoxè agli ospiti. Tanti applausi ed un velo di commozione, mentre tutti ci siamo portati dentro un pezzo d’Africa.

Chiara Caputo

 

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