La Bilancia del buon Fabio ha
lasciato il segno
Un suono di violino si effonde
malinconico sulle dolci note di “Sound of silence”, che hanno dato il benvenuto
al pubblico di Metoxé. Si è aperto cosi l’evento di ieri sera, che ha ospitato
in piazza San Biagio a San Simone Fabio de Nunzio alias “Il buon Fabio” di
Striscia la Notizia. Il simpatico e quieto inviato del tg satirico ha
presentato il suo primo lavoro letterario “Sotto il segno della bilancia”, edito da
Aliberti Editore, scritto insieme a Vittorio
Graziosi, sulla problematica dell’obesità. Un libro - sostiene l’autore - nato dalla sollecitazione dei
suoi amici “cicciotti”, che reclamavano un diritto di rappresentanza e uno
spazio narrativo tutto per loro. In una società che propone modelli e suadenti
immagini pubblicitarie, che spesso celebrano un concetto ideale di forma
fisica, le persone obese sono sempre più spesso outsider. Se da un lato la
perfezione delle forme induce molte adolescenti a voler dimagrire fino alla
spirale dell’anoressia, dall’altro un popolo silenzioso di persone obese,
spesso ignorate, è costretto a subire discriminazioni già dall’infanzia con
gravi ripercussioni psicologiche. La serata si è avvalsa della lettura di
alcuni brani del romanzo affidati alle voci di Simona Luceri, M. Grazia Preite,
Costanza Luceri, Pasquale Grato, con intermezzi musicali dei fratelli Giaffreda,
Ylenia al violino e Marco alla chitarra. Così dopo il brano “La donna cannone”,
l’allegra danza della pizzica di Brigida Pastore e Francesca Giaffreda, ha
contribuito a rendere la serata leggiadra, conquistando il pubblico. Il buon
Fabio ha conversato allegramente con la giornalista Antonella Margarito, moderatrice
della serata, confidando aspetti ed aneddoti personali a partire dall’ infanzia
quando a scuola provava i primi tormenti nell’ora di ginnastica e la palestra
diventava luogo di alienazione e sconforto. “Ero solo un angelo più pesante”
confessa ironicamente e “gli sport del riscatto sono stati il ping-pong ed il tiro
con l’arco”. Quell’angelo pesante divenne ben presto pensante mentre capiva che,
in un mondo fatto a misura di magro, incontrare persone con lo stesso problema lo
faceva sentire meno solo. Fabio ama definirsi “diversamente magro” perché in
fondo “siamo tutti uguali ma con pesi diversi”. Nonostante la vis comica con la quale propone i reali
disagi legati al tema dell’obesità, Fabio non manca di sottolineare con pacata
denuncia le limitazioni imposte dal proprio corpo a cui una società a misura di
magro non è in gradi di dare un’adeguata soluzione. Il treno, l’aereo,
l’ospedale, la banca diventano luoghi troppo angusti per entrare, uscire,
sedersi senza incastrarsi e mettere la cintura di sicurezza. Dunque basterebbe
una maggiore empatia per cercare soluzioni idonee ad una corretta estensione
dello spazio. Il libro di Fabio, scanzonato e poetico, oltre al puro piacere
estetico della lettura, vuole essere anche uno strumento di sensibilizzazione
con l’obiettivo di diffondere la conoscenza di un problematica spesso poco
considerata che ha le sue radici nella salute alimentare. Ed è questo uno dei
tanti temi culturali promossi da Metoxé, per analizzare ed interpretare lo
scenario sociale e diffondere un comune e condiviso senso civico. Lo
spettacolo si conclude con la consegna al buon Fabio della tessera di socio
onorario da parte della presidente Simona Mosco, l’omaggio dell’amico Franco Errico di un furnieddhu
di pietra in miniatura e le foto di rito con i ragazzi
dell’associazione. Una cena gustosa ed elegante presso il ristorante Villa
Prandico, ospiti del dott. Fernando Tempesta e di sua moglie Enza, ha permesso
un degno congedo al popolare comico al quale il cake-designer Marco Andronico
della pasticceria “Picci e Capricci” ha voluto omaggiare con una magnifica
creazione, prelibatezza per gli occhi e per il palato.
Chiara Caputo
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