lunedì 8 luglio 2013


EMOZIONI DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE


Secondo appuntamento di Metoxé con Michele Cortese


Musica, emozioni e vento si sono dati appuntamento ieri sera nella magica atmosfera di Piazza Immacolata a Chiesanuova. Una piazzetta gremita ed una scalinata illuminata da una luce soffusa dal basso hanno fatto da scenario al secondo evento organizzato dall’associazione Metoxè “Alla Cortese attenzione”, che ha visto come protagonista il giovane cantautore gallipolino Michele Cortese. Ad aprire l’attesissima serata la giovane cantautrice di Chiesanuova, Alessandra Caputo con i suoi tre inediti “Stonati”, “Sto bene” e “Le piccole cose”, presentata dall’esilarante Jonathan Imperiale. Dopo l’introduzione della bravissima Simona Mosco, entra in scena Michele con in braccio la sua chitarra e arriva la sua voce a toccare gli animi. Un viaggio tra musica e parole come lo ha ben definito Simona, un percorso autobiografico nelle emozioni dell’artista che ha conquistato il pubblico sin dalle prime parole e note. Affascinati dal suo stile e dalla sua originalità i ragazzi dell’associazione hanno deciso di conoscere più a fondo il giovane cantautore, affidando la conduzione a Giampiero Pisanello, che è riuscito a dirigere un’ottima intervista intervallata da magici momenti musicali. “La passione per l’arte è nata da un primordiale approccio con il teatro, con il musical, dopo è subentrata la passione per il canto”. Esordisce così Michele e si racconta, ricordando gli studi classici ed i corsi di teatro a scuola. Regala al pubblico “Una ragazza in due. Mai le dirò” dei Giganti, la canzone rimasta nella memoria collettiva, che si cantava durante le assemblee scolastiche. La musica dunque una passione mai tramontata perché è nel DNA della sua famiglia. Ricorda che il padre pittore a proposito di un quadro che ritraeva un vecchio illuminato dalla luce cinerea della luna, disse di aver dipinto la luce con il buio. Una forte sensibilità per l’arte trasmessa al figlio, che dopo gli studi classici approda a Roma per studiare musica ed intraprendere le prime esperienze professionali in qualità di corista per trasmissioni RAI, accompagnando artisti del calibro di Bocelli e Cocciante. Nel 2007 l’incontro con i vecchi amici, che seguivano assieme a lui le lezioni di canto del maestro Nando Mancarella di Lecce, lo porterà alla fondazione degli Aram Quartet, celebre gruppo che nel 2008 vinse il format televisivo X-FACTOR. Il ricordo di quel periodo è scandito dalle note dell’originalissima rivisitazione di “Per Elisa”, canzone scritta da Franco Battiato per Alice e la cover di “Under pressure” dei Queen e David Bowie. Dopo lo scioglimento della band Michele sente il bisogno di rigenerarsi e così inizia il suo percorso da solista. Esce il “Il teatro dei burattini” l’album che segna il suo esordio, prodotto da Lucio “Violino” Fabbri, il violinista della PFM. Sulla scia delle parole prende a cantare “La hit del momento” e trascina gli spettatori facendo battere le mani sul ritornello. Canzone piena di ironia con esplicito riferimento a quei suggerimenti troppo commerciali di sedicenti discografici, che indirizzano l’artista su “un linguaggio più stretto”, fatto di slogan. Moniti che spingono il cantautore a comporre il pezzo giusto, seguendo la moda del momento per accattivare i gusti del pubblico, ma  che spesso fanno sentire troppa solitudine all’artista. “Atteggiamento tipico  - confessa- “che non ho mai accolto ed al quale ho risposto con un sorriso”. “In Italia il problema della musica e dell’arte in generale è che non viene ritenuta un mestiere, anche da un punto di vista burocratico” polemizza sorridendo Michele. Si parla di politica della musica: management, uffici stampa, discografici, tutto quel tessuto burocratico in alcune circostanze ingombrante. In effetti ci sono due modi di vedere il mestiere dell’artista- afferma Michele - uno è quello del pubblico che vorrebbe vederti sempre all’apice, sotto i riflettori; l’altro è quello proprio dell’artista, che ambisce alle luci della ribalta, ma a volte non ne sente la mancanza. Ed ancora reality e talent show buone vetrine per chi intende affermarsi, ma bisogna arrivare preparati. “Il Salento è una terra magica, che ispira arte, colori, aria ed è fatto di gente sensibile”. Una sensibilità nutrita dal contesto sociale del paese, in cui ci si ritrova a giocare a biglie, a contatto con le proprie passioni – racconta ancora il giovane cantautore. Un’area salentina che ha visto nascere in passato i grandi Domenico Modugno, Nicola Arigliano ed i più recenti Giuliano Sangiorgi, I Sud sound System, ecc. Un ambiente - come ha fatto notare – che non ti espone alla dispersione tipica delle metropoli e nel quale auspica possano affermarsi realtà professionali discografiche e radiofoniche stabili. Una tale speranza per molti giovani emergenti che così non sarebbero costretti a spostarsi, tanto da immaginare una scuola salentina al pari di quella modenese ed emiliana. E così degno di ricordo il bellissimo omaggio a Lucio Dalla con “La sera dei miracoli” e l’emozione di “Riflesso” scritta da Franco Simone, che sancisce la sua collaborazione con il noto cantautore di Acquarica del Capo e lo porterà a calcare i palchi del Sud America. Infine su gentile richiesta di Simona, che gli consegna la tessera di socio onorario di Metoxé, Michele annuncia l’ultimo pezzo, l’appassionata “Il bacio sulla bocca”, una delle più belle canzoni di Ivano Fossati. Il suo futuro è costellato da mille propositi: Sanremo, teatro e cinema, le sue sempreverdi passioni perché “chi vive di sogni, vive in una continua condizione di felicità” sostiene serafico e noi gli auguriamo di sognare tanto.

Chiara Caputo

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