LA BELLEZZA CI SALVERÀ
Sabato
sera la Luna s’è avvicinata alla Terra per ascoltare Nando e guardare la stella
di Metoxè..poi s’è fatta brillante tra il rosso ed il rosa. Al suo esordio
letterario, Nandu Popu, voce storica dei Sud Sound System, ha presentato a San
Simone il suo libro Salento fuoco e fumo, edito da Laterza. Un diario di viaggio in
sella alla sua mountain bike tra ulivi secolari “strani ed autolesionisti” e
quartieri di lotta giovanile in una Taranto ruggente di rabbia e speranza. La
suggestiva piazzetta San Biagio ha fatto da cornice all’ottima iniziativa che
ha tenuto a battesimo la neonata associazione Metoxé, la cui presidente Simona
Mosco ha consegnato a Nandu la prima tessera di socio onorario. Tra un
intervento e l’altro del moderatore Giampiero Pisanello, il senso delle parole
dell’artista salentino è stato molto eloquente. Una presentazione
particolarmente intensa e toccante che ha coinvolto il pubblico nelle
riflessioni dell’autore. Il Salento, luogo di mare, di muretti a secco ma anche suolo ingrigito dal carbone e d’aria
malsana attraversata dalle polveri sottili. Questo è il Giano bifronte che
Nandu ha raccontato amaramente attraverso storie di gente comune, di operai che
s’ammalano d’Ilva e con l’analisi dei problemi sociali ed ambientali che
attanagliano il destino di un territorio. La narrazione s’è tinta del
nostalgico ricordo di un passato in cui
l’autore sembra trovare riparo e speranza, un luogo lontano segnato dall’operosità
dei contadini, dalle pagliare, dai pomodori appesi nei pergolati, dalla Putéa
de l’Angiulinu e da un mare che non era ritrovo turistico e attrazione, ma
punto d’incontro di venti che soffiano e di rotte commerciali. Il richiamo alla
grecità contro l’avanguardia delle bruttezze. “Noi in fondo siamo greci,
l’agorà era il nostro luogo...noi ci riempiamo di parole” spiega Nandu- “le
parole sono importanti perché consolano”. L’invito è diventare come quegli
ulivi secolari, un popolo maestoso e severo che ci osserva silenzioso e che
trae linfa dall’umidità, mentre oggi qualcuno sradica ed esporta al Nord. Un
malcostume politico che troppo spesso si rivela responsabile della distruzione
del paesaggio salentino. Ed allora contro l’oscurantismo dei pensieri e
l’illegalità delle azioni soltanto la bellezza può ancora salvarci ed i giovani
devono impegnarsi a riappropriarsene. Questo è il monito finale dell’artista
salentino, questa è la rivoluzione che si sta già attuando contro il degrado
attraverso la costruzione del Parco naturale-culturale della Puglia. Buona
lettura a tutti!
Chiara
Caputo
molto bello...complimenti Chiara!
RispondiEliminadavvero bello!!! brava chiara!
RispondiEliminaUna serata magnifica!Location suggestiva, luna strepitosa, Nandu Popu fantastico e Metoxè favolosa! Complimenti Chiara sei riuscita a trasmettere con le parole tutte le emozioni della serata!
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