lunedì 24 giugno 2013


LA BELLEZZA CI SALVERÀ

Sabato sera la Luna s’è avvicinata alla Terra per ascoltare Nando e guardare la stella di Metoxè..poi s’è fatta brillante tra il rosso ed il rosa. Al suo esordio letterario, Nandu Popu, voce storica dei Sud Sound System, ha presentato a San Simone il suo libro  Salento fuoco e fumo, edito da Laterza. Un diario di viaggio in sella alla sua mountain bike tra ulivi secolari “strani ed autolesionisti” e quartieri di lotta giovanile in una Taranto ruggente di rabbia e speranza. La suggestiva piazzetta San Biagio ha fatto da cornice all’ottima iniziativa che ha tenuto a battesimo la neonata associazione Metoxé, la cui presidente Simona Mosco ha consegnato a Nandu la prima tessera di socio onorario. Tra un intervento e l’altro del moderatore Giampiero Pisanello, il senso delle parole dell’artista salentino è stato molto eloquente. Una presentazione particolarmente intensa e toccante che ha coinvolto il pubblico nelle riflessioni dell’autore. Il Salento, luogo di mare, di muretti a secco  ma anche suolo ingrigito dal carbone e d’aria malsana attraversata dalle polveri sottili. Questo è il Giano bifronte che Nandu ha raccontato amaramente attraverso storie di gente comune, di operai che s’ammalano d’Ilva e con l’analisi dei problemi sociali ed ambientali che attanagliano il destino di un territorio. La narrazione s’è tinta del nostalgico ricordo di un passato  in cui l’autore sembra trovare riparo e speranza, un luogo lontano segnato dall’operosità dei contadini, dalle pagliare, dai pomodori appesi nei pergolati, dalla Putéa de l’Angiulinu e da un mare che non era ritrovo turistico e attrazione, ma punto d’incontro di venti che soffiano e di rotte commerciali. Il richiamo alla grecità contro l’avanguardia delle bruttezze. “Noi in fondo siamo greci, l’agorà era il nostro luogo...noi ci riempiamo di parole” spiega Nandu- “le parole sono importanti perché consolano”. L’invito è diventare come quegli ulivi secolari, un popolo maestoso e severo che ci osserva silenzioso e che trae linfa dall’umidità, mentre oggi qualcuno sradica ed esporta al Nord. Un malcostume politico che troppo spesso si rivela responsabile della distruzione del paesaggio salentino. Ed allora contro l’oscurantismo dei pensieri e l’illegalità delle azioni soltanto la bellezza può ancora salvarci ed i giovani devono impegnarsi a riappropriarsene. Questo è il monito finale dell’artista salentino, questa è la rivoluzione che si sta già attuando contro il degrado attraverso la costruzione del Parco naturale-culturale della Puglia. Buona lettura a tutti!

Chiara Caputo

3 commenti:

  1. Una serata magnifica!Location suggestiva, luna strepitosa, Nandu Popu fantastico e Metoxè favolosa! Complimenti Chiara sei riuscita a trasmettere con le parole tutte le emozioni della serata!

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